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Note biografiche di Albert Danton - La crisi mistica

 LA MIA CRISI MISTICA

Sono nato in una famiglia mista. Che vuol dire? Vuol dire che mia madre era protestante valdese e mio padre cattolico all’acqua di rose. Si sa che le donne hanno sempre la meglio (meno male… sono un femminista!) e quindi ho ricevuto una educazione protestante Valdese. Per chi non lo sapesse I valdesi prendono il loro nome da Pietro Valdo, una sorta di monaco che, circa nel 1200 e qualche anno, stanco della orribile situazione della chiesa, decise di staccarsene, diventare povero e, ovviamente essere scomunicato (Quanto mi piacerebbe!!!). I valdesi nacquero allora e ovviamente furono perseguitati e falcidiati dalle truppe del papa innumerevoli volte. Per salvarsi sconfinavano in Francia ma la loro base era nelle valli valdesi che sono vicino Torino: Torre Pellice, Pinerolo, ecc. Vi chiederete che cosa ci incastra un siciliano con i valdesi. Soddisfo subito la vostra curiosità. In un anno imprecisato, periodo della peste, uno stupido prete della parrocchia di Riesi (paese in provincia di Caltanissetta) pretese che tutti i parrocchiani andassero a messa la Domenica anche con la pestilenza che incombeva. I poveri paesani si ribellarono a questa imposizione e, incazzati, decisero che avrebbero abbandonato la chiesa cattolica e chiamato un pastore valdese. Fu così che la comunità valdese di Riesi cominciò la sua esistenza e fu così che mia madre nacque in una famiglia valdese. Sono fiero di questo passato anche se dopo alcuni anni lo ho abiurato perché sono convinto che più una religione è vicina all’insegnamento di Cristo più ti porta al laicismo e al conseguente ateismo per una sorta di contraddizione “in situ”. Insomma, per farla breve, la mia infanzia e la mia giovinezza sono state protestanti. Nel 1967, sull’onda di questa fede (sic!) avevo pensato di iscrivermi in Teologia alla facoltà Valdese di Roma e fare il pastore ma, fortunatamente, l’impazzimento durò poco. Peccato, avrei potuto diventare moderatore della chiesa Valdese e indirizzare tutti verso un sano ateismo. Così non fu. Succede che arriva il momento di diventare membro di chiesa che corrisponde alla vostra comunione (?). Sarà stato il ‘67 o il ‘68 e come sempre casco nella trappola della burocrazia. Avrei dovuto fare la mia professione di fede davanti al consiglio di chiesa (una sorta di consiglio degli anziani). Mi rifiuto e chiedo in conformità al Vangelo di fare la mia professione di fede di fronte a tutta la comunità. Il pastore dell’epoca (parliamo della chiesa di Palermo) rifiuta questa mia alzata di capo. Vengo espulso dal gruppo dei ragazzi che dovevano essere ammessi in chiesa quella domenica e mentre si svolge il culto (pari alla vostra messa), mi alzo, chiedo la parola e affermo il mio diritto di fare professione di fede davanti a tutta la comunità riunita. Come è comprensibile una parte della comunità è con me ma l’altra è contro di me. Cominciano le discussioni che trascendono in lite e io, pacioso, mi guardo tutta la scena come fosse un film. Il culto fu interrotto e la comunità si riversò all’esterno continuando a litigare, per fortuna senza arrivare alle maniere forti. Fu la prima funzione religiosa dei tempi moderni interrotta da un contestatore. Solo dopo qualche mese lo stesso accadde in una chiesa cattolica solo che io non usufruii degli onori della cronaca mentre il mio imitatore si (che sfiga!). Arriva l’estate e come ogni anno vado ad Adelfia. Adelfia è un posto vicino Scoglitti che è una frazione di Vittoria in provincia di Ragusa. Mare, sole e belle ragazze. E’ un centro estivo per i giovani valdesi italiani e protestanti europei. Ero appena tornato dal primo anno di sociologia a Trento e avevo la testa piena di Wilhelm Reich e di rivoluzione sessuale. Allora dico: non possiamo dormire in due cameroni diversi, intendo uomini e donne, ma per la parità dobbiamo dormire tutti insieme. Il risultato fu che un camerone divenne misto ma si formarono altre due camerate, una maschile e una femminile che ospitavano chi non voleva adeguarsi alla nuova gestione. L’espediente non mi fruttò nessuna avventura sessuale, purtroppo, ma in settembre, al momento del sinodo valdese a Torre Pellice, il mio comportamento fu stigmatizzato e la classe dirigente prese le distanze invitandomi al ravvedimento (tipico comportamento ratzingheriano). Non feci una grinza, dissi bye bye e da allora ne sono venuto fuori. L’ateismo è stata la logica conseguenza.





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